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Sale espositive

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Sale espositive

MIDeC ha un’area espositiva suddivisa in undici sale. Nove di queste sale ospitano l’esposizione permanente, mentre due sono dedicate alle mostre temporanee di artisti e designer.

1. Sala Luciano Scotti
2. Sala Vittorio Longobardi
3. Sala del Servizio Reale
4. Sala Giulia Casanova Scotti
5. Sala Marco Costantini
6. Sala Guido Andlovitz
7. Sala Ceramica Revelli
8.  Sala Antonia Campi
9. Mostre temporanee
10. Mostre temporanee
11.  Sala Angelo Biancini

Sala Luciano Scotti

Il percorso di visita inizia dalla sala 1 dedicata a Luciano Scotti dove il visitatore trova grandi piatti da parete realizzati tra il 1895 e il 1923. Opere di stile variante dal canone più verista e romantico alla stilizzazione Liberty e preziosi pezzi da tavola di fine Ottocento. Unico, il vassoio cruciforme di ispirazione confessionale che vanta un’eccelsa raffigurazione della Madonna con Gesù bambino e san Giovannino, in decoro a terzo fuoco, datata 1895.

Sala Vittorio Longobardi

La visita prosegue nella sala adiacente (sala 2) dedicata a Vittorio Longobardi, che fu promotore della nascita di questo museo. Qui sono esposti, a seguito di un importante restauro realizzato grazie all’associazione Amici del MIDeC, diciotto preziosi portaombrelli di gusto Liberty, datati tra il 1901 e il 1930. Queste opere recano preziose decorazioni a secondo e terzo fuoco, in una mirabile varietà di soggetti che spaziano dalla rappresentazione più realistica alla decorazione più arditamente floreale.

Sala del Servizio Reale

Proseguendo la visita attraverso le sale del piano nobile, si incontra nella sala 3 il Servizio Reale, esemplare unico realizzato nel 1923, creato in via esclusiva per Casa Savoia e mai destinato alla produzione seriale. Questo prezioso servizio, di tipico gusto ottocentesco, in terraglia bianca, porta una decorazione a fascia in blu cobalto detto “blu Laveno” con filettatura in oro, recante la distintiva icona della corona del Regno d’Italia in policromia e oro. Il servizio venne offerto dalla Società Ceramica Italiana al Principe Ereditario in occasione dell’inaugurazione della prima Mostra Internazionale di Arte Decorativa, svoltasi alla Villa Reale di Monza proprio quello stesso anno.

Sala Giulia Casanova Scotti

Nella piccola adiacente sala 4, dedicata a Giulia Casanova Scotti, il visitatore può apprezzare le opere della produzione Liberty di S.C.I. Di particolare interesse il vaso di Giorgio Spertini del 1903, di colore terra di Siena bruciata con montatura in bronzo dorato e l’esempio di forma compiutamente pura del vaso blu con decoro argento eseguito su disegno dell’architetto Piero Portaluppi.

Sala Marco Costantini

Il percorso prosegue nella sala monografica (sala 5) dedicata al bravo incisore e artista Marco Costantini. Autore originale, è interprete sapiente delle tecniche incisorie e calcografiche su ceramica, in particolare della tecnica di incisione oro zecchino su porcellana.

Sala Guido Andlovitz

La vasta sala di rappresentanza (sala 6) dedicata a Guido Andlovitz, è impreziosita da un camino monumentale e affrescata a soggetto di cherubini. Ospita un corpus monografico che raccoglie le iperboli anticipatrici del design del grande architetto.

Il servizio da tavola Vecchio Milano, che riunisce forme ispirate alla tradizione settecentesca con il decoro “Lago Maggiore” creato tra il 1926 e il 1927, è una vera navigazione diportistica tra punti assolutamente riconoscibili per l’amante del Lago Maggiore: ville storiche, edifici religiosi, silenziose darsene, rupi scoscese, il mistero dei giardini e tutta la ricchezza figurata di un territorio fatto di meraviglia.

Nelle teche si trovano esposti oggetti di vero ‘design’ in senso contemporaneo. Fruttiere, anfore vasi, colonne, porta dolci, scatole per preziosi, candelieri presentano un disegno epurato e scelte di finitura modernissime. Le ceramiche sono realizzate in selettiva monocromia o con uso di ‘smalti ad effetto’ che, sfruttando miscele di componenti chimici, producono colature, marezzature e chiazze secondo un esito aleatorio, inatteso e perfettamente artistico.

Sala Ceramica Revelli

Nella piccola sala 7 sono raccolti anche alcuni rari oggetti prodotti dalla Ceramica Revelli. Tra questi spicca l’interessante servizio di colore rosa che testimonia la pratica innovativa della colorazione in pasta anziché nella smaltatura. La sala presenta una soffittatura a cassettoni lignei decorati a tempera.

Sala Antonia Campi

La sala 8 è dedicata Antonia Campi. Ospita molteplici creazioni magistrali di una scultrice e designer di levatura mondiale, di ingegno e qualità vivissime, prodotte tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento nella perfetta coesione di ergonomia funzionale, concezione formale ed espressione della sensibilità progressista di epoca.

Antonia Campi spaziò nel suo disegno industriale dal cosiddetto “Articolo Fantasia” (ovvero ogni complemento d’arredo non riconducibile a un comune uso da tavola) allo studio di futuribili soluzioni per il sanitario moderno. Qui è esposto il portaombrelli C33 “Spaziale” del 1949, un’altissima icona del design mondiale. C33 è il frutto di una riflessione profondissima sui valori plastici del pieno e del vuoto, sulla dissimulazione della forma nel gioco di intersezione optical, tipico della bicromia nel decoro, nonché nell’ardita sfida di realizzazione e di dominio della materia ceramica.

Sala 9 – 10

Due le sale destinate a mostre temporanee di design e arte ceramica.

Sala Angelo Biancini

Il percorso espositivo si conclude con la sala 11 dedicata ad Angelo Biancini. La sala raccoglie pezzi autografi, di piccole e grandi dimensioni, riconducibili ai produttivi anni di collaborazione, dal 1937 al 1940, con la Società Ceramica Italiana di Laveno.

Affascinante la statua da giardino Atteone, rifinita in un lirico smalto verde a colature. Il grande gruppo scultoreo Orfeo che incanta gli animali con la Musica, in altorilievo, raffigura il mito di Orfeo. Il visitatore può ammirare il gesso preparatorio originale nelle sale dedicategli al piano terreno, esibito nella configurazione completa delle parti, così come fu progettato ed esposto nel 1940 alla VII Triennale di Milano.

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