Samuele Bonomi

Con Samuele Bonomi, MIDeC- Museo Internazionale del Design Ceramico inaugura il progetto focus, un calendario di eventi incentrato sull’operato di emergenti italiani e stranieri, interpreti attuali della pratica ceramistica.

Una sala dedicata ad un unico autore, precisamente una “lente focale” che concentra una riflessione sul lavoro, la ricerca, lo stile e le innovazioni di interessanti figure del panorama ceramistico del presente.

Dal 31 marzo al 26 maggio 2019, Samuele Bonomi, invitato da Lorenza Boisi, offre un estratto della sua produzione recente- vasi globulari e gioielli ceramici che riuniscono, in un profilo di squisita eleganza formale, preziosa fragilità ad un sentimento di misteriosa compostezza, conferendo, come ne disse Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli di Faenza: “… nuovi e profondi significati concettuali ad un oggetto…”.

Il lavoro di Bonomi procede per tesi e destrutturazione, passando per antitesi, arrivando a sintesi: il fuoco, la durezza, la permanenza si arrendono al gesto della “rottura”, l’imperativo opinato di una decisione altamente simbolica, risanato dalla “ricostruzione artistica” che esalta e trasfigura la fisicità dell’oggetto medesimo, nella composizione di materiali diversi, preziosi e “diversamente permanenti”, diversamente transienti.

È l’artista a raccontarci la sua decisione artistica, le sue ragioni e la sua poetica:

Da anni all’interno del mio percorso artistico l’uso del medium ceramico ha affiancato altri materiali diventando sempre più protagonista della mia ricerca. La classica forma sferica dei miei lavori (vasi-nonvasi), l’elemento che è più presente nella mia produzione, rappresenta un punto neutro, ciò che mi permette di “scrivere” con una serie di interventi fatti di segni, campiture, schiariture attraverso una frenetica e caotica sovrapposizione di gesti e che trova sulla superficie la linea di incontro tra il centro e l’esterno.

La forma sferica si espande dunque da un centro verso l’esterno e nei lavori che presento in questa occasione il punto di equilibrio di tale espansione viene superato ed il pezzo si frantuma, ogni singolo pezzo vive autonomamente la propria contaminazione con l’esterno. Avviene così che ad alcuni dei singoli cocci sia ancora il fuoco ed il fumo (cottura primordiale e carica di emozionalità) ad attribuirne un segno ed un significato mentre altri vengono avvolti e “contaminati” da altri materiali quali il cartone da imballaggio, su cui traspare la memoria della nostra quotidianità, o la foglia metallica, non l’inattaccabile oro ma una più povera lega di metalli, che accoglie di buon grado la contaminazione ossidativa dell’atmosfera e le scalfiture di chi senza timori è intervenuto con il proprio segno, arricchendosi di maggior significato rispetto al nobile metallo.

Accade infine un processo inverso, all’espansione succede un ritorno al punto di equilibrio, un ricongiungimento dei molti verso l’unico. L’equilibrio della sfera è quasi riconquistato, l’esperienza di ogni singolo elemento è però ormai presenza indissolubile.

Le crepe, cicatrici che non spariranno più, doneranno il nuovo senso all’unico.

Ora è più prezioso.

L’inaugurazione dell’evento si terrà il 31 marzo alle ore 11,30.

SAMUELE BONOMI
a cura di Lorenza Boisi

MIDeC
Palazzo Perabò 5, Cerro di Laveno Mombello
dal 31 marzo al 26 maggio 2019

Orari di Apertura:
Ve/Do – 14:00-19:00
Sa 10:00-13:00 / 14:00-19:00

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